Expo internazionale di Messina Pet Therapy: disabili e cani nel ring
La 33° esposizione internazionale canina di Messina non è stata solo un‘occasione per vedere sfilare cani di tutte razze e ammirarne la bellezza, ma è stata anche una tappa di un percorso riabilitativo. Infatti a presentare in classe libera Maja e Wendi, due giovani golden, sono stati i pazienti psichiatrici della comunità terapeutica riabilitativa Villa Major di Mascalcia, Catania; i cani da quattro anni svolgono attività di pet therapy (attività e terapie assistite con animali) con il mio supporto, istruttore cinofilo che gestisco a Valverde (CT) un centro che si occupa di attività addestrative, sportive e assistenziali con i cani. A conclusione della presentazione nel ring, i pazienti di Villa Major sono stati premiati dal giudice Alberto Cuccillato per la loro abilità nel condurre i cani. Queste persone diversamente abili, è il caso di dirlo, grazie al percorso terapeutico svolto negli ultimi anni, sono riuscite a presentare i loro amici a quattro zampe con la professionalità e la passione di abili conduttori. Un risultato sorprendente che dimostra, ancora una volta, quanto gli animali possano essere utili all’uomo e come riescano a migliorarne la vita, soprattutto se si tratta di persone con problemi. Infatti se per noi condurre in gara un cane è un passatempo, per loro significa prendere consapevolezza delle proprie capacità, prendere contatto con la realtà, imparare a socializzare e interagire con gli altri, significa far parte di quel mondo da cui spesso sono esclusi. La dottoressa Francesca Indelicato, amministratore della struttura, afferma: “abbiamo intrapreso questi progetti, i primi a Catania, convinti che la relazione con un animale possa stimolare in molti soggetti l’attività cognitiva e comunicativa. E infatti abbiamo riscontrato risultati sorprendenti: aumento del senso di autostima, dell’autocontrollo, dell’indipendenza e dell’autonomia, dando un impulso alla cura di se stessi; miglioramento dell’espressione delle emozioni, diminuzione dell’aggressività, incentivazione della comunicazione verbale e di conseguenza delle relazioni sociali. Occasioni come questa esposizione sono per i pazienti un’esperienza unica di socializzazione e di interazione”. Questa è solo una tappa di un percorso lungo e articolato. Il progetto, programmato e concordato con la direzione sanitaria e l’equipe medica della struttura, prevede incontri bisettimanali in struttura, presso cui mi reco con i miei cani (rottweiler e golden retrievers). Durante gli incontri i pazienti imparano a interagire, a giocare, a prendersi cura dei cani. Periodicamente conduco i pazienti con i cani in passeggiata nel quartiere, occasione per imparare a gestire gli animali nel contesto cittadino favorendo il contatto con l’esterno. Il progetto prevede inoltre che siano gli ospiti a recarsi periodicamente presso il mio centro cinofilo (anche in occasione di gare e mostre) per interagire con persone e animali nuovi. Ad un certo punto del percorso, quando i pazienti avevano raggiunto un buon grado di confidenza con i cani, abbiamo incominciato ad insegnare loro gli elementi base di addestramento per condurre i cani in gare ed esposizioni e ultimamente stiamo insegnando loro anche a guidare i cani nel percorso di agility. Questo permette ai pazienti di sentirsi utili, favorendo una maggiore responsabilizzazione, di entrare in contatto con la realtà, con persone e situazioni nuove, oltre che permettere loro di fare attività fisica. Giornate come oggi sono importantissime per queste persone e ringrazio l’ENCI, gli organizzatori dell’esposizione e i giudici che lo hanno permesso. Pet Therapy: disabili e cani nel ring |